Chi siamo

Ogni giorno qualcosa varia, si modifica, a volte impercettibilmente, con lentezza quasi statica, altre sembra di assistere all’esplosione di un big bang. La misura del tempo e dei tempi ritorna, osservando i filari di vigna, alla sua naturale essenza. Ci sono regole da rispettare, imprevisti da affrontare, ma soprattutto un accudimento imprescindibile. Non basta impiantare una vite per raccoglierne i frutti, serve una mano rispettosa della genesi che sappia affinarne e proteggere la crescita.

Ogni giorno qualcosa varia, si modifica, a volte impercettibilmente, con lentezza quasi statica, altre sembra di assistere all’esplosione di un big bang. La misura del tempo e dei tempi ritorna, osservando i filari di vigna, alla sua naturale essenza. Ci sono regole da rispettare, imprevisti da affrontare, ma soprattutto un accudimento imprescindibile. Non basta impiantare una vite per raccoglierne i frutti, serve una mano rispettosa della genesi che sappia affinarne e proteggere la crescita.

Ogni giorno qualcosa varia, si modifica, a volte impercettibilmente, con lentezza quasi statica, altre sembra di assistere all’esplosione di un big bang. La misura del tempo e dei tempi ritorna, osservando i filari di vigna, alla sua naturale essenza. Ci sono regole da rispettare, imprevisti da affrontare, ma soprattutto un accudimento imprescindibile. Non basta impiantare una vite per raccoglierne i frutti, serve una mano rispettosa della genesi che sappia affinarne e proteggere la crescita.

Un buon calice di vino si realizza innanzitutto affidandosi alle qualità e alle caratteristiche uniche dell’uva e dell’ambiente agricolo circostante. Poi è il lavoro in cantina che, attraverso la vinificazione e l’affinamento, permette di trasformare il nettare in un prodotto di alta qualità.

Ho imparato ad assaporare il vino osservando mio nonno Franco, scrutando i suoi gesti accanto ad un filare, la sua passione per il bello ed il buono della terra. È stata Casola Valsenio, luogo d’origine della famiglia Tozzi, ad insegnarmi il cammino del vino, a permettermi di scoprire le radici e la storia di un paese, di una comunità, di uomini e di donne che conservano nella loro memoria personale e collettiva, il senso ancestrale di uno stato d’animo, e di una tradizione che li ha sempre resi orgogliosi della propria origine.

Virginia Lo Rizzo

Ho imparato ad assaporare il vino osservando mio nonno Franco, scrutando i suoi gesti accanto ad un filare, la sua passione per il bello ed il buono della terra. È stata Casola Valsenio, luogo d’origine della famiglia Tozzi, ad insegnarmi il cammino del vino, a permettermi di scoprire le radici e la storia di un paese, di una comunità, di uomini e di donne che conservano nella loro memoria personale e collettiva, il senso ancestrale di uno stato d’animo, e di una tradizione che li ha sempre resi orgogliosi della propria origine.

Un buon calice di vino si realizza innanzitutto affidandosi alle qualità e alle caratteristiche uniche dell’uva e dell’ambiente agricolo circostante. Poi è il lavoro in cantina che, attraverso la vinificazione e l’affinamento, permette di trasformare il nettare in un prodotto di alta qualità.

Ho imparato ad assaporare il vino osservando mio nonno Franco, scrutando i suoi gesti accanto ad un filare, la sua passione per il bello ed il buono della terra. È stata Casola Valsenio, luogo d’origine della famiglia Tozzi, ad insegnarmi il cammino del vino, a permettermi di scoprire le radici e la storia di un paese, di una comunità, di uomini e di donne che conservano nella loro memoria personale e collettiva, il senso ancestrale di uno stato d’animo, e di una tradizione che li ha sempre resi orgogliosi della propria origine.

Il marchio “Tozzi”
Il marchio “Tozzi”
Il marchio “Tozzi”

Il marchio “Tozzi” nasce dalla spontaneità di un percorso che ha radici antiche nell’aia contadina, nelle parole e nei racconti dei miei avi. Un progetto giovane, glocal, virtuoso nella sua ambizione avanguardista, ma che conserva con tenacia i piedi ben saldi nella tradizione.

Era “il tempo del vino”, quello del Novecento che ha visto la mia famiglia appassionarsi alle virtù del nettare di Bacco. È ancora “il tempo del vino” quello di questo nuovo millennio che mi vede in prima fila, con una squadra di vignaioli, agronomi ed enologi, ad onorare la passione, costruire i passi del futuro, garantendo bottiglie di pregio, memoria del passato e un’idea immaginifica del domani.

Era “il tempo del vino”, quello del Novecento che ha visto la mia famiglia appassionarsi alle virtù del nettare di Bacco. È ancora “il tempo del vino” quello di questo nuovo millennio che mi vede in prima fila, con una squadra di vignaioli, agronomi ed enologi, ad onorare la passione, costruire i passi del futuro, garantendo bottiglie di pregio, memoria del passato e un’idea immaginifica del domani.

Era “il tempo del vino”, quello del Novecento che ha visto la mia famiglia appassionarsi alle virtù del nettare di Bacco. È ancora “il tempo del vino” quello di questo nuovo millennio che mi vede in prima fila, con una squadra di vignaioli, agronomi ed enologi, ad onorare la passione, costruire i passi del futuro, garantendo bottiglie di pregio, memoria del passato e un’idea immaginifica del domani.